Germania in recessione. La frenata cinese è un rischio per tutti. La Russia galleggia

Fmi: “L'Italia cresce più di Francia e Germania”. Il Fondo alza le stime sul Pil globale: “Ma l’inflazione non è ancora vinta”

Germania in recessione. La frenata cinese è un rischio per tutti

Il Fondo monetario internazionale alza le stime di crescita del Pil globale per il 2023, portandole al 3 per cento, rispetto al 2,8 per cento previsto in aprile. Il dato resta tuttavia storicamente basso e, soprattutto, “è ancora presto per fare festa”, avvisa il capo-economista Pierre-Olivier Gourinchas, nella presentazione del World economic outlook di luglio.

L’attività economica mostra segni di rallentamento, e l’inflazione core (depurata dalle componenti volatili di energia e beni alimentari) si conferma ostinata.

Il Fondo monetario internazionale ha confermato la previsione di una crescita del Pil italiano dell’1,1 per cento nel 2023, abbassando invece la stima sul 2024 a +0,9.

Per quanto riguarda le previsioni sull’andamento del Pil di singoli Paesi o regioni, per gli Stati Uniti le stime sono per +1,8 per cento nel 2023 e +1 nel 2024, per l’Eurozona +0,9 e +1,5, per la Germania -0,3 e +1,3, per la Francia +0,8 e +1,3, per la Spagna +2,5 e +2, per il Regno Unito +0,4 e +1 per il Giappone +1,4 e +1. 

Il Fondo nota che, grazie a un andamento migliore del previsto per servizi e turismo, la crescita 2023 è stata rivista al rialzo di 0,4 punti percentuali per l’Italia e di 1 punto percentuale per la Spagna (rispetto ai dati di aprile), ma d’altra parte la debolezza della produzione manifatturiera e la contrazione economica nel primo trimestre ha portato a una correzione al ribasso di 0,2 punti per la Germania.

Complessivamente per le economie avanzate la previsione è di una crescita dell’1,5 per cento quest’anno e dell’1,4 il prossimo. La Cina è attesa crescere del 5,2 per cento nel 2023 e del 4,5 nel 2024, mentre la Russia farà +1,5 e +1,3 e il Brasile +2,1 e +1,2.

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