Negli ultimi decenni, l’economia ha conosciuto una radicale trasformazione che l’ha allontanata dalle sue origini.
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“Dall’economia politica alla pseudo-scienza: matematizzazione, neutralizzazione del conflitto e crisi della democrazia. Negli ultimi decenni, l’economia ha conosciuto una radicale trasformazione che l’ha allontanata dalle sue origini di disciplina etico-politica, orientata alla comprensione storica e sociale dei fenomeni economici. La crescente matematizzazione del sapere economico, anziché rafforzarne il rigore scientifico, ne ha espunto gli elementi storici, giuridici e sociali, favorendo una visione tecnocratica e depoliticizzata. L’economia mainstream si presenta come neutrale e oggettiva ma in realtà maschera scelte ideologiche dietro un formalismo privo di reale falsificabilità e rigore scientifico. Questa deriva ha legittimato politiche di austerità, deregolamentazione e privatizzazione, minando la sovranità democratica, soprattutto nel contesto europeo. Questo processo ha prodotto una frattura crescente tra governance tecnocratica e cittadinanza, alimentando sfiducia e disillusione politica. L’erosione del conflitto come motore della democrazia deliberativa è il risultato più grave di questa deriva. Per invertire questa tendenza è necessario restituire all’economia la sua dimensione storica e politica, secondo l’insegnamento degli economisti classici e di Paolo Sylos Labini. Solo così l’economia potrà contribuire alla costruzione di una democrazia sostanziale e inclusiva”. Questo testo virgolettato è l’abstract del contributo presentato al convegno sul pensiero del noto e importante economista Paolo Sylos Labini a vent'anni dalla scomparsa dal figlio Francesco.








