Verso una nuova bolla? La domanda immobiliare globale scende

Verso una nuova bolla? Scende la domanda globale di immobili

Nei paesi ricchi c’è chi ha acquistato case in più continenti, il che significa che una recessione in un paese potrebbe ora rappresentare un pericolo anche per altre economie. E il rischio sussiste, visto che il mix di aumento medio della tassazione sugli immobili e la progressiva crescita dei tassi di interesse sta facendo flettere la compravendita di case in alcuni dei mercati immobiliari più esclusivi e ambiti al mondo.

I prezzi nella capitale del Regno Unito stanno iniziando a diminuire a causa dei timori sull'impatto della Brexit. Nelle vie più gettonate di Londra le vendite si sono ridotte del 18% rispetto al picco toccato nel 2014. In numerosi casi la perdita è vicina a 1/3 del valore in una metropoli dove è stato creato negli anni recenti un eccesso di attici costosissimi a fronte di una cronica mancanza di alloggi a prezzi accessibili.

Il giro di vite del governo cinese per controllare l’incremento dei prezzi sugli immobili ha, di fatto, surgelato le vendite. Inoltre, Pechino vuole accrescere l'offerta di affitti, alloggi a prezzi accessibili e sovvenzionati dall'esecutivo. Ciò ha spinto taluni a posticipare gli acquisti.

Le vendite di case nel quartiere più costoso di New York sono diminuite per tre trimestri consecutivi. Alla fine del secondo trimestre c'erano quasi 7 mila appartamenti sul mercato, l'11% in più rispetto a un anno prima, mentre le vendite sono diminuite del 17%. Ma i costruttori non si fermano: 4.600 nuovi appartamenti saranno completati entro quest'anno. Il risultato è la diminuzione dei prezzi: il valore mediano di una casa venduta nei tre mesi fino a giugno è sceso del 7,5% a 1,1 milioni di dollari.

Il mercato immobilire a Toronto paga le crescenti tensioni commerciali e la concreta possibilità di ulteriori aumenti dei tassi d'interesse, anche se i prezzi delle case hanno ora recuperato gran parte del crollo registrato lo scorso anno. La domanda continua a superare l'offerta nonostante gli sforzi del governo per scoraggiare gli acquisti speculativi.

C'è, dunque, un comune denominatore nei casi presi in esame. Ciò vuol dire che una nuova bolla immobiliare potrebbe esplodere a breve?

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