Ora a perdere non sono solo paesi come l’Italia ma anche la Germania, perché i cinesi sono competitivi nei settori alti, tradizionalmente tedeschi.
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Clemens Fuest è uno dei più influenti economisti tedeschi, dirige l’istituto Ifo, che ogni mese dà le previsioni della crescita. “Rischiamo un decennio perduto — dice in un’intervista al Corriere della Sera —, e se non reagiamo forse anche di più”. In poche parole: come si spiega la profonda crisi della Germania? “Ci sono fattori esterni. Prima il contesto globale avvantaggiava la Germania, Paese esportatore, ora non più. Ci sono rotture geopolitiche: la guerra in Ucraina, la fine del gas russo, l’Iran. Poi c’è il protezionismo Usa e, infine, la concorrenza cinese. Vent’anni fa, la Germania era la “vincitrice della Cina” perché esportava macchinari e tecnologie utili alla loro industrializzazione, tanto quanto l’Italia era la “perdente”, quando i vostri prodotti vennero soppiantati da quelli cinesi. Ora invece perde anche la Germania, perché i cinesi sono competitivi nei settori alti, tradizionalmente tedeschi”.









