Competitività, la classifica 2018 del World Economic Forum. Italia 31°

Competitività, la classifica 2018 del World Economic Forum. Italia 31°

La quarta rivoluzione industriale (4IR) può essere un’opportunità ma potrebbe anche aumentare le tensioni sociali. E la maggior parte delle economie globali non si è dimostrata pronta a gestire il rapido cambiamento tecnologico. È la valutazione contenuta nel Global Competitiveness Report del World Economic Forum.

A quasi 40 anni dalla prima valutazione annuale dell'economia globale, il rapporto 2018 del Wef utilizza una nuova metodologia per comprendere l'impatto della 4IR e assegna un'importanza crescente a fattori come il capitale umano, la resilienza, l'apertura e l'innovazione.

Il nuovo indice misura 140 economie attraverso 98 indicatori per determinare quanto un paese sia vicino alla "frontiera" della competitività. Gli Stati Uniti sono in testa alla classifica, seguiti da Singapore, Germania, Svizzera e Giappone. All'altro capo della scala, Haiti, Yemen e Ciad sono risultate le economie meno competitive. L’Italia è 31°.

La competitività ora non è più soltanto associata a redditi più alti, ma anche alle performance socioeconomiche. Spiegando il nuovo approccio, Thierry Geiger, funzionario del Wef, ritiene che "la produttività sia il principale motore di crescita nel 2018, ma con la quarta rivoluzione industriale è necessario ripensare i driver della competitività e, quindi, della crescita nel lungo periodo.

Gli Stati Uniti hanno ottenuto un punteggio di 85.6 su 100. La prima economia al mondo mostra anche evidenti limiti. Tra questi, con un'aspettativa di vita di 67,7 anni, si colloca al 46° posto, al 15° per l'indipendenza giudiziaria e al 16° per la corruzione.

Il secondo posto di Singapore (83,5) è in larga parte dovuto a tre fattori: apertura verso l’esterno, infrastrutture e al sistema di trasporto valutato il primo al mondo.

Sebbene la fotografia scattata dall’organizzazione con sede a Ginevra evidenzi un'Europa meno competitiva rispetto all'Est asiatico e alle regioni del Pacifico, la Germania si posiziona al terzo posto. L'economia tedesca è quella più performante dell'Ue, grazie soprattutto all’innovazione (primo posto con 88), dinamicità aziendale (82, seconda solo agli Stati Uniti) e salute (94).

Sono proprio le forti eterogeneità tra i paesi a spingere il Wef a sostenere che non ci sono vincitori e vinti. Ma, di fronte alle nuove sfide tecnologiche, i paesi possono - o meglio potrebbero - imparare gli uni dagli altri. Per Saadia Zahihi, membro del consiglio di amministrazione del Wef, "la competitività non è né una gara né un gioco a somma zero. Tutte le economie possono diventare più prospere". 

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