La disuguaglianza cresce. E il mondo s’infiamma

Il turbocapitalismo, unitamente alla globalizzazione, ha ridisegnato male la geografia della redistribuzione della ricchezza. Intanto crescono le proteste dal Medio Oriente all’America Latina

Cresce la disuguaglianza. E il mondo s’infiamma

“Cambiare le regole del gioco”. Aumentano coloro che pensano sia giunto il momento di fare qualcosa. Lo dice e lo ripete anche Papa Francesco. Alludono alle crescenti disuguaglianze a livello mondiale che sono all’origine delle attuali tensioni sociali. E che stanno causando guerre civili e conflitti in Medio Oriente e America Latina. Anche molti top statunitensi (di Amazon, JP Morgan, General Motors e altri colossi) hanno capito che la “dittatura degli azionisti” non funziona più.

Si sono accorti che il neoliberismo senza controllo, unitamente alla globalizzazione, ha ridisegnato male la geografia della redistribuzione della ricchezza.

Le disuguaglianze economiche negli ultimi 20-30 anni sono cresciute: oggi l’1% più ricco della popolazione mondiale possiede più ricchezza del restante 99%.

E come ci ricorda il premio Nobel per l’Economia, Joseph Stiglitz, le disparità sociali sfibrano le economie e minacciano la democrazia.

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