Il Pil pro capite diminuirà in oltre il 90% dei Paesi. In recessione anche le economie emergenti

Banca Mondiale: Pil globale in calo del 5,2% nel 2020 (quarto peggior tracollo da 150 anni). Per le economie emergenti prima recessione dal 1960

In recessione anche i Paesi emergenti

Una recessione senza precedenti, l’aveva definita l’Fmi ad aprile. Ora arriva la conferma della Banca mondiale. Per l’economia globale si tratta del crollo più violento dalla Seconda guerra mondiale.

E se le contrazioni più marcate si registreranno tra i Paesi avanzati, gli emergenti accuseranno la prima recessione dal 1960 (anno di inizio della serie storica) con milioni di persone a rischio indigenza.

Nel 2020, il Pil mondiale potrebbe diminuire del 5,2% (e il commercio del 13%), nella quarta recessione più grave degli ultimi 150 anni, dopo quelle del 1914, del 1930-32 e del 1945-46 (date associate ai due conflitti mondiali e all’ascesa dei regimi totalitari). Il rimbalzo previsto per il 2021 è del 4,2%.

Le economie emergenti e in via di sviluppo subiranno una flessione del 2,5%.

L’effetto complessivo è che il Pil pro capite diminuirà in oltre il 90% dei Paesi, spingendo tra 70 milioni e 100 mln di persone in condizioni di estrema povertà (con meno di 1,9 dollari al giorno di reddito), ha spiegato Ceyla Pazarbazioglu, vicepresidente della Banca mondiale. 

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