Il Pil è obsoleto. Ma esiste un modo alternativo per misurare crescita e sviluppo

Il Pil è obsoleto. Ma esiste un modo alternativo per misurare la crescita

La crescita economica globale sta aumentando più del previsto, ma il Pil non è in grado di misurare le disuguaglianze. Sul fronte della ricerca la sfida, specie nell’ultimo decennio della crisi, è stata quella di creare un indice in grado di mettere in correlazione la crescita economica e il progresso sociale come già tentato nel 2009 dalla “Commissione Stiglitz-Sen-Fitoussi”.

A gennaio 2018, all’incontro annuale del World Economic Forum di Davos, ha fatto parlare di sé l’Idi (Inclusive Development Index), che al contrario del Pil non valuta il progresso economico dei paesi per la quantità di beni e servizi prodotti nell’economia, ma dal tenore di vita della propria famiglia: si tratta di un indicatore multidimensionale che comprende reddito, opportunità di lavoro, sicurezza economica e qualità della vita.

In pratica è una nuova metrica complementare rispetto al Pil, che riesce a misurare il tasso di miglioramento nel progresso socioeconomico condiviso anziché la performance economica tout court. L’Idi prende in considerazione 103 paesi e si basa su 12 indicatori suddivisi in tre aree: crescita e sviluppo; inclusione e equità intergenerazionale; sostenibilità. I dati comparativi dell’Idi dimostrano che non si può fare affidamento soltanto sulla forte crescita del Pil per generare un progresso socioeconomico inclusivo e far crescere il tenore di vita.

Occorre, invece, un nuovo modello di crescita che metta al centro della politica economica nazionale le persone e gli standard di vita, per favorire l’inclusione sociale anche attraverso una rinnovata attenzione che migliori gli standard di vita per tutti.


The Inclusive Development Index 2018 (World Economic Forum)
Fonte
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