Gilet gialli: “Ho fatto cavolate”, Macron prova a cambiare rotta

Meno tasse e più sussidi, stasera gli annunci. Intanto si accende lo scontro con Trump

Gilet gialli: “Ho fatto cavolate”, Macron prova a cambiare rotta
Emmanuel Macron

Emmanuel Macron, davanti a un gruppo di sindaci ricevuti all'Eliseo, avrebbe ammesso di aver fatto qualche "cavolata". Riferite da alcuni dei presenti al quotidiano “Le Parisien”, le frasi del presidente francese hanno fatto il giro del web: "In questo paese ci sono troppe tasse, troppo fisco...". Fra le "cavolate" fatte, Macron avrebbe citato la diminuzione degli aiuti per gli alloggi e la limitazione della velocità a 80 km/h sulle strade secondarie di Francia.

Parole, poi, indirettamente confermate dal portavoce del Governo: "Abbiamo sottovalutato le difficoltà dei nostri cittadini e non abbiamo proposto soluzioni costruttive", è l’ammissione di Benjamin Griveaux. Così, dopo il quarto weekend consecutivo di mobilitazione del movimento dei "gilet gialli", Emmanuel Macron farà un discorso al Paese lunedì 10 dicembre alle ore 20.

L'Eliseo non ha fornito dettagli, ma il presidente francese ha capito che occorre una risposta politica. E per questo si accinge ad annunciare "misure concrete" e "immediate" che riguardano alcuni temi caldi: tagli alle tasse, aumento dei sussidi e delle pensioni minime, rinuncia all'ecotassa, o addirittura rimpasto di governo e siluramento di Edouard Philippe.

Intanto le manifestazioni di sabato scorso participate da migliaia di persone – il quarto weekend consecutivo di mobilitazione - hanno lasciato il segno. Le proteste dei "gilet gialli" sono "una catastrofe" per l'economia francese, ha detto il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire. E Francois Asselin, capo della Confederazione di piccole e medie imprese, ha dichiarato al “Journal du Dimanche” che nel complesso le proteste potrebbero costare ai suoi associati 10 miliardi di euro.

E sono scintille anche tra Francia e Usa. Il ministro degli Esteri, Jean-Yves Le Drian, ha risposto seccato a Donald Trump, che sabato scorso nei tweet sembrava suggerire che l'accordo sul clima di Parigi fosse la ragione dei disordini. "Dico questo a Trump: non immischiarti" nei fatti interni francesi, ha detto Le Drian. Intanto affiorano i sospetti di "ingerenza straniera", con la Russia in prima fila.

Ma il primo pensiero per Macron restano i “gilet gialli”. Il movimento è iniziato per protestare contro l’aumento delle tasse sul gasolio, il cui prezzo è salito di circa il 23% negli ultimi 12 mesi. In seguito la decisione di Macron di imporre un aumento delle tasse di 6,5 centesimi sul gasolio e 2,9 centesimi sulla benzina dal 1° gennaio è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il presidente francese ha provato a difendersi sostenendo che i tre quarti dell'aumento sono determinati dai mercati mondiali, ma ha anche affermato che sono necessarie maggiori imposte sui combustibili fossili per finanziare gli investimenti in energie rinnovabili.

Poi, la retromarcia. Abolizione dell'aumento delle tasse sul carburante e congelamento dei prezzi dell'elettricità e del gas per il 2019. Ma non è bastato per fermare i manifestanti che ora chiedono salari più alti, tasse più basse, pensioni migliori.

Secondo alcuni sondaggi, il sostegno al movimento è in calo al 66%. Ma il gradimento verso Macron è molto più basso: appena il 23%. Stasera il “presidente dei ricchi” ha la possibilità di riscattarsi e si giocherà tutte le carte.

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