Nel Paese più ‘vecchio’ al mondo il numero delle nascite scende da 40 anni

I minori con un’eta inferiore ai 15 anni costituiscono il 12% della popolazione, mentre la classe di età degli over 65 rappresenta il 28,6%

Nel Paese più ‘vecchio’ al mondo il numero delle nascite scende da 40 anni
Giappone, piramide demografica

Il numero dei bambini in Giappone è sceso per il 39° anno consecutivo, assestandosi ai minimi livelli dal 1950, malgrado gli sforzi del governo per incrementare il tasso di natalità. I dati del ministero degli Affari interni nipponico segnalano una riduzione di 200 mila unità rispetto all’anno precedente, a quota 15,12 milioni.

I minori con un’eta inferiore ai 15 anni costituiscono il 12% della popolazione, un declino che va avanti da 46 anni ed è in netto contrasto con la fascia di età degli over 65 che rappresenta il 28,6% del totale.

Il premier Shinzo Abe, alla guida del Paese dal 2012, si è posto come obiettivo l’innalzamento del tasso di fecondità totale (numero medio di figli per donna) dall’attuale 1,42 all’1,8 entro il 2025. Ma il tasso minimo necessario per garantire il mantenimento di una popolazione è 2,1 per donna (e non 2 come si potrebbe pensare; il motivo è legato alla differenza nel numero di nascite tra uomini e donne).

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Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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