Putin mette sotto controllo Nestlé, Auchan e Lemana Pro

Il Cremlino trasferisce alla società russa L.E.V. Management la gestione temporanea delle attività locali di Nestlé, Auchan e Lemana Pro, l'ex Leroy Merlin. Formalmente non è ancora una confisca definitiva, ma per le multinazionali occidentali presenti in Russia il precedente di Danone e Carlsberg pesa come un avvertimento.

Putin mette sotto controllo Nestlé, Auchan e Lemana Pro

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato il 17 settembre un decreto che mette sotto gestione temporanea russa le attività locali di diverse società occidentali. Tra queste figurano la svizzera Nestlé, la francese Auchan e Lemana Pro, il marchio che dal 2024 ha sostituito Leroy Merlin in Russia.

La gestione è stata affidata a L.E.V. Management, società russa con una storia molto recente e un profilo pubblico finora limitato. Il provvedimento riguarda anche società legate alla logistica internazionale.

“Paesi ostili”

Il Cremlino giustifica la decisione anche con la provenienza delle multinazionali. Il portavoce presidenziale Dmitry Peskov ha definito Francia e Svizzera, insieme agli altri Paesi occidentali interessati, appartenenti alla categoria degli Stati “ostili” e ha collegato il provvedimento al sostegno occidentale all'Ucraina.

Peskov ha però sottolineato che, per ora, si tratta di gestione esterna e non di una decisione definitiva sulla proprietà.

Cosa succede a Nestlé

Nestlé mantiene in Russia sei stabilimenti e circa 7.000 dipendenti. Dopo l'invasione dell'Ucraina del 2022, il gruppo svizzero ha ridotto drasticamente le proprie attività: ha sospeso molti marchi, la pubblicità e gli investimenti non essenziali, continuando però a produrre e distribuire alcuni beni alimentari considerati essenziali.

La Russia rappresenta oggi circa l'1% delle vendite globali di Nestlé. Il gruppo ha annunciato di stare valutando la situazione e di voler adottare tutte le misure necessarie per tutelare i propri diritti e garantire la continuità delle attività.

Auchan: oltre 200 negozi

La posizione di Auchan è ancora più significativa. Il gruppo francese non ha abbandonato il mercato russo dopo l'invasione e conta 229 negozi e oltre 24.000 dipendenti secondo i dati più recenti riportati da Reuters.

La filiale russa ha chiesto chiarimenti alle autorità di Mosca e ha dichiarato che, al momento, i propri punti vendita continuano a operare normalmente.

E Lemana Pro?

Nel mirino c'è anche Lemana Pro, il gruppo russo nato dalla presenza di Leroy Merlin, controllato dalla famiglia francese Mulliez.

Il marchio Leroy Merlin è stato progressivamente sostituito da Lemana Pro in Russia dopo l'uscita dal controllo operativo del gruppo francese. Il decreto di Putin trasferisce ora alla L.E.V. Management anche la gestione della società russa collegata alla rete.

Il precedente di Danone e Carlsberg

La parola chiave è “temporanea”. La legislazione russa introdotta nel 2023 consente a Mosca di sottoporre a gestione esterna le attività di società provenienti da Paesi considerati “ostili”.

Ma in alcuni casi la gestione temporanea è stata seguita da una vera e propria uscita forzata delle multinazionali. È successo, tra gli altri, con Danone e Carlsberg, le cui attività russe sono successivamente finite nelle mani di acquirenti locali.

Una guerra economica che dura dal 2022

Il provvedimento rappresenta quindi un nuovo capitolo della guerra economica tra Russia e Occidente iniziata dopo l'invasione su larga scala dell'Ucraina nel febbraio 2022.

Da allora centinaia di aziende occidentali hanno lasciato il mercato russo, mentre altre hanno ridotto drasticamente le proprie attività. Mosca ha contemporaneamente introdotto condizioni sempre più onerose per l'uscita delle multinazionali, tra autorizzazioni governative, tasse e obblighi di vendita a forte sconto. Secondo stime citate da Reuters, dal 2022 sono stati sottoposti a controllo o acquisiti asset privati per oltre 50 miliardi di dollari.

Fonte
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