Tria: “L’Ue stia tranquilla, il debito scenderà”. Ma all’Eurogruppo scatta l’allarme

Tria: “L’Ue stia tranquilla”. Ma all’Eurogruppo scatta l'allarme
Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria

Non era in agenda, ma tutti ne parlano. Il caso-Italia è piombato all’Eurogruppo e tutti gli occhi sono stati puntati sul ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che però ha spiegato che “il debito scenderà”. Ma in pochi sembrano credergli. “A prima vista i piani di bilancio non sembrano compatibili con le regole del Patto di Stabilità” avverte il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis. Mentre il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, vede già nelle cifre del Def “una deviazione molto, molto significativa”.

Inutile dire che sono in molti a spingere per un passo indietro del governo italiano: “Sappiamo che ci sono ancora negoziati in corso a Roma e dunque dobbiamo attendere” ha detto Mario Centeno, presidente dell’Eurogruppo.

L’Italia appare isolata. Reazioni al vetriolo sono state rilasciate non solo dai paesi del Nord-Europa, ma anche dai paesi del Sud. Il ministro spagnolo Nadia Calvino ha ammesso di “seguire il caso con molta attenzione perché una situazione di instabilità finanziaria non porterebbe benefici a nessuno, Italia in primis” . E, persino, il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, ricorda che “le regole valgono per tutti” e replica alle accuse arrivate da Roma sull’aumento del rapporto deficit/Pil al 2,8% deciso dal governo di Parigi: “Noi in Francia abbiamo ridotto la spesa pubblica”.

L’imbarazzo è palpabile. Il pensiero diffuso è che, se i parametri non saranno rispettati, la manovra italiana dovrà essere bocciata e il governo, eventualmente, sanzionato. L'amara consolazione è che almeno per una volta i paesi membri dell'Ue sembrano quasi tutti d'accordo.

Subito dopo le reazioni politiche sono arrivate quelle dei mercati. Nel “the day after” lo spread vola a 300 punti base. Il differenziale tra Btp e Bund tedesco segna i massimi dalle fibrillazioni durante la formazione del governo a fine maggio. Il rendimento del Btp decennale è del 3,43% e supera i massimi della scorsa primavera: per trovare un rendimento così alto occorre tornare alla primavera del 2014.

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Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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