Il 25% dei prodotti ‘Made in Italy’ è raccolto da stranieri

Coldiretti propone una legge sul caporalato

Il 25% dei prodotti ‘Made in Italy’ è raccolto da stranieri

Più del 25% del Made in Italy che arriva sulle tavole viene prodotto da stranieri, grazie a 370 mila lavoratori provenienti da 155 Paesi che hanno trovato regolarmente occupazione in agricoltura. È quanto afferma Coldiretti in occasione della presentazione del progetto “Lavoro stagionale: dignità e legalità”.

“I lavoratori stranieri contribuiscono in modo strutturale e determinante all’economia agricola del Paese - spiega il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini - e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo su un territorio dove va assicurata la sicurezza sul lavoro e la legalità per combattere inquietanti fenomeni malavitosi che umiliano gli uomini e il proprio lavoro e gettano un'ombra su un settore che ha scelto con decisione la strada dell’attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale”.

Non basta quindi, secondo Coldiretti, reprimere i casi di caporalato che si presentano con i lavoratori stranieri, ma serve agire anche sulle leve economiche che spingono o tollerano lo sfruttamento, dalla lotta alle pratiche commerciali sleali fino alle agevolazioni concesse dall’Unione Europea alle importazioni low cost da Paesi a rischio.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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