La lezione che ci lascia Sanna Marin

Boom dell’ultradestra alle elezioni finlandesi

La lezione che ci lascia Sanna Marin

Sanna Marin esce sconfitta dalle elezioni in Finlandia, dove i socialdemocratici sono stati scalzati dai conservatori. Il leader della Coalizione nazionale, Petteri Orpo, ha rivendicato la vittoria, concessa dalla premier uscente.

Da registrare anche il boom dell’estrema destra, che diventa la seconda forza del Paese e cresce ai massimi della propria storia. La formazione del governo, tuttavia, resta un rebus, considerando i diversi veti incrociati espressi da alcune forze in campagna elettorale.    

In ogni caso, considerando i programmi dei partiti vincitori si prospettano tagli alla spesa pubblica per ridurre il debito, in un contesto di inflazione alle stelle e timori recessivi.

La 37enne Marin, nota all’estero e popolare in patria, anche grazie a una gestione della pandemia giudicata da molti esemplare, ha spostato a sinistra i socialdemocratici nella campagna elettorale, puntando su welfare e soprattutto sull’istruzione.

Ma, considerando le cose fatte e non quelle annunciate, Marin ha anche deciso di mettere su un muro al confine con la Russia. Ha fatto entrare la Finlandia nella Nato, trascinandola di fatto nella guerra. Forse un elettorato di centro-sinistra si aspetta qualcos’altro da una forza che si autodefinisce progressista?

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