Stretto di Hormuz, Trump avverte la NATO: “Futuro negativo se non ci aiutate”. La posizione dell’Italia

Tensioni crescenti nel Golfo Persico mentre petrolio, sicurezza energetica e geopolitica globale si intrecciano. L’Europa valuta di rafforzare la missione navale Aspides

Trump avverte la NATO: “Futuro negativo se non ci aiutate”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un duro avvertimento agli alleati della NATO: se l’Alleanza non contribuirà a garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, il futuro dei rapporti transatlantici potrebbe diventare “molto negativo”. In un’intervista al Financial Times, Trump ha chiesto agli alleati di partecipare attivamente alla protezione delle rotte energetiche nel Golfo Persico, uno dei punti più sensibili del commercio mondiale di petrolio.

Lo Stretto di Hormuz: il chokepoint energetico del pianeta

Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei passaggi marittimi più strategici del mondo: circa un quinto del petrolio globale transita ogni giorno attraverso questo corridoio marittimo che collega il Golfo Persico all’Oceano Indiano.

Washington chiama anche la Cina

Nel suo intervento Trump ha coinvolto direttamente anche la Cina, sottolineando come Pechino dipenda fortemente dalle forniture energetiche provenienti dal Golfo. “Il 90% del petrolio cinese arriva da lì, dovrebbero contribuire anche loro”, ha affermato il presidente americano, lasciando intendere che la questione potrebbe diventare uno dei temi centrali nel prossimo incontro con il leader cinese Xi Jinping. La risposta di Pechino non si è fatta attendere: il governo cinese ha invitato Washington a “correggere immediatamente i propri comportamenti scorretti sul commercio”.

L’Europa valuta il rafforzamento della missione navale

Di fronte all’aggravarsi della situazione, l’Unione Europea sta valutando un rafforzamento della missione navale Operazione Aspides, già impegnata nella protezione delle rotte commerciali nel Mar Rosso e nel Canale di Suez. L’ipotesi è di estendere o rafforzare la presenza europea per garantire la sicurezza della navigazione commerciale. Tuttavia, all’interno dell’UE restano divergenze sulla possibilità di inviare navi direttamente nello Stretto di Hormuz.

L’Italia riduce la presenza militare nel Golfo

Nel frattempo il governo italiano ha deciso una rimodulazione prudenziale del contingente militare nel Golfo, riducendo ulteriormente il numero di unità presenti nell’area. La scelta riflette l’elevato livello di rischio e la volontà di evitare un coinvolgimento diretto in un eventuale allargamento del conflitto. L’esecutivo italiano riuscirà a non tradire l’alleato Trump e al contempo ad evitare l’entrata in guerra del proprio esercito?

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