Meloni-Rubio, nessun vero disgelo: tensioni su Iran, NATO e Medio Oriente restano sul tavolo

L’incontro a Palazzo Chigi tra Giorgia Meloni e il segretario di Stato USA Marco Rubio dura oltre un’ora e mezza, ma non cancella le distanze tra Roma e Washington. Sullo sfondo le pressioni americane sull’Iran, il nodo NATO e il ruolo strategico dell’Italia nel Mediterraneo

Roma e Washington provano a ricucire dopo settimane di tensioni diplomatiche e gli attacchi di Donald Trump contro il governo italiano. Ma il faccia a faccia tra Giorgia Meloni e Marco Rubio non produce un vero riavvicinamento politico.

Entrambe le parti parlano di confronto “franco e costruttivo”, ma dai comunicati ufficiali emerge chiaramente che ciascun Paese continua a difendere le proprie priorità strategiche.

Meloni lo dice apertamente: “Italia e Stati Uniti sanno quanto sia importante il rapporto transatlantico, ma ciascuno difende i propri interessi nazionali”.

Iran e Hormuz: Washington aumenta la pressione

Al centro del confronto ci sono soprattutto le crisi internazionali. Gli Stati Uniti chiedono maggiore compattezza occidentale sul dossier Iran, soprattutto dopo le tensioni militari nel Golfo Persico e i rischi per la navigazione nello Stretto di Hormuz, da cui passa circa il 20% del petrolio mondiale.

Rubio avrebbe chiesto agli alleati europei un impegno più concreto oltre le dichiarazioni diplomatiche. L’Italia, però, mantiene una linea prudente e continua a privilegiare il canale diplomatico.

Il timore di nuovi shock energetici e di escalation regionali resta altissimo, soprattutto dopo gli ultimi attacchi e le crescenti tensioni tra Teheran, Israele e Stati Uniti.

NATO e truppe USA: il nodo che preoccupa l’Europa

Sul tavolo resta anche la minaccia rilanciata da Trump di ridurre la presenza militare americana nei Paesi NATO considerati poco allineati alle operazioni USA, tra cui Italia, Germania e Spagna.

Rubio ha precisato che eventuali decisioni spettano direttamente al presidente americano, ma ha ribadito che “le risorse degli Stati Uniti non sono illimitate”.

Una dichiarazione che alimenta le preoccupazioni europee sulla futura tenuta dell’alleanza atlantica e sulla strategia americana in Europa e nel Mediterraneo.

Libia, Libano e Ucraina: Roma cerca spazio diplomatico

L’Italia prova a ritagliarsi un ruolo centrale nei dossier mediterranei. Durante il colloquio si è parlato della stabilizzazione della Libia, del fragile equilibrio in Libano e del conflitto in Ucraina.

Washington considera Roma un interlocutore chiave soprattutto per il Libano, anche per il ruolo italiano nella missione UNIFIL nel sud del Paese.

Sull’Ucraina, Rubio ha confermato il sostegno americano ma ha anche ammesso che gli USA non vogliono “sprecare tempo” in negoziati senza sviluppi concreti.

Tajani: “Europa e USA hanno bisogno l’uno dell’altro”

Più disteso il clima nell’incontro tra Rubio e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ribadito la necessità di evitare guerre commerciali tra Europa e Stati Uniti.

“L’Europa ha bisogno dell’America, ma anche gli Stati Uniti hanno bisogno dell’Europa”, ha dichiarato Tajani, sottolineando l’interdipendenza economica e strategica tra le due sponde dell’Atlantico.

Dietro i sorrisi diplomatici, però, resta evidente una realtà: l’Occidente continua a mostrarsi unito solo in parte, mentre crescono divergenze strategiche su sicurezza, energia e geopolitica globale.

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