
La protesta dei liceali francesi entra in una nuova fase. Martedì 6 ottobre tra 250mila e 450mila persone hanno manifestato in tutta la Francia, secondo rispettivamente il ministero dell'Interno e le organizzazioni studentesche. A Parigi le stime oscillano tra 50mila e 100mila partecipanti.
Il movimento, iniziato a settembre con i blocchi davanti ai licei, coinvolge ormai studenti universitari, insegnanti, genitori e sindacati e si è esteso dalle periferie parigine a numerose città francesi.
Scuole, docenti e Parcoursup
Dietro la protesta ci sono soprattutto problemi legati al sistema scolastico: carenza di insegnanti, difficoltà nel sostituire i docenti assenti, classi affollate, edifici scolastici degradati e orari considerati eccessivi.
Tra le principali richieste figura anche l'abolizione di Parcoursup, la piattaforma introdotta nel 2018 per l'ammissione all'università, accusata dagli studenti di condizionare pesantemente il loro futuro accademico.
Le organizzazioni studentesche chiedono inoltre un piano straordinario da 10 miliardi di euro per l'istruzione, nuove assunzioni e la fine di quello che definiscono un uso eccessivo della forza contro le manifestazioni.
La tensione con la polizia
La mobilitazione ha assunto anche una dimensione di forte conflitto con le forze dell'ordine. Secondo il ministero dell'Interno, nella giornata del 6 ottobre sono state 488 le persone fermate e 43 gli agenti feriti. Dal 28 settembre il numero complessivo dei fermi è arrivato a 6.547.
Le autorità hanno denunciato episodi di violenza e il coinvolgimento di gruppi estranei alla protesta studentesca. Dall'altra parte, organizzazioni studentesche e settori della sinistra accusano la polizia di una risposta sproporzionata, soprattutto nei confronti dei minorenni.
Il governo del premier Sébastien Lecornu ha riconosciuto l'esistenza di problemi reali nel sistema scolastico e ha annunciato interventi su sostituzione dei docenti, edifici e organizzazione dell'orario, con proposte attese entro la fine di ottobre.
La sinistra scende in piazza
Alla protesta si sono affiancati diversi partiti e organizzazioni della sinistra francese. Il movimento, tuttavia, mantiene una forte componente autonoma e giovanile, con gli studenti protagonisti delle mobilitazioni.
La crisi arriva inoltre in un momento particolarmente delicato per la Francia, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali del 2027, aumentando il peso politico di una protesta che inizialmente riguardava soprattutto le condizioni delle scuole.









