
Sabato 24 ottobre migliaia di persone sono scese in strada in tutta la Francia, unendo le proteste degli studenti alle rivendicazioni dei lavoratori e dei gilet gialli, il movimento nato nel 2018 contro il caro carburante e le politiche economiche del governo. Al centro della mobilitazione, il potere d'acquisto, le condizioni delle scuole e le disuguaglianze sociali.
Numeri diversi, tensione nelle grandi città
La CGT, uno dei principali sindacati francesi, stima circa 800mila manifestanti in tutto il Paese, di cui 250mila a Parigi. Il ministero dell'Interno ridimensiona la partecipazione: 410mila persone a livello nazionale e 110mila nella capitale.
Le manifestazioni si sono svolte in gran parte pacificamente, ma al termine di diversi cortei sono scoppiati scontri a Parigi, Lione, Rennes, Nantes, Bordeaux, Nizza e Marsiglia. Le forze dell'ordine hanno utilizzato lacrimogeni e idranti per disperdere gruppi violenti.
Quasi 1.000 arresti e 70mila agenti mobilitati
Il ministro dell'Interno Laurent Nuñez ha riferito di quasi 1.000 arresti, con un bilancio ancora suscettibile di aggiornamenti. Per prevenire nuovi episodi di saccheggio e devastazione, le autorità hanno mobilitato circa 70mila agenti tra polizia e gendarmeria.
Nuñez ha sostenuto che la gestione dell'ordine pubblico sia stata migliore rispetto al 17 ottobre, quando le proteste erano state accompagnate da violenze e saccheggi diffusi.
Macron sotto pressione
La mobilitazione rappresenta una nuova sfida per il presidente Emmanuel Macron, negli ultimi mesi del suo mandato prima delle elezioni presidenziali del 2027. La protesta, partita dalle rivendicazioni degli studenti per maggiori risorse e migliori condizioni scolastiche, si è allargata al disagio economico di famiglie e lavoratori.








