L’Ue: “Pericolo di guerra. Prepariamo i civili”

Nella bozza che è sul tavolo del Consiglio europeo spunta un programma di emergenza che coinvolge i civili in caso di attacco bellico. Josep Borrell nega

“Pericolo di guerra. Prepariamo i civili”

L’Europa si deve preparare alla guerra. Già nei giorni scorsi un appello così drammatico era stato lanciato da alcuni premier e dall’Alto Rappresentante Ue, Josep Borrell. Anche il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ci era andato pesante: “Se vogliamo la pace dobbiamo prepararci alla guerra”, aveva scritto qualche giorno fa, prendendo in prestito un’efficace locuzione latina. Usando le stesse identiche parole si era espresso poco prima anche Emmanuel Macron.

Parole che evidenziano quanto e come il vento stia cambiando, perlomeno nelle intenzioni di Bruxelles e di un ampio fronte di capitali, unite nel convincimento che una nuova corsa alle armi è cominciata. E che, quindi, anche la Banca europea per gli investimenti debba adesso indossare l’elmetto e finanziare progetti per la difesa.

Sullo sfondo, c’è il piano per la difesa che è stato presentato dalla Commissione a inizio marzo, e che prova a tradurre nel comparto militare la lezione appresa con gli acquisti congiunti di vaccini e gas: Bruxelles non negozierà direttamente i contratti di fornitura di missili e munizioni, ma coordinerà consorzi messi in piedi dagli Stati Ue che lo vorranno.

Adesso però c’è un ulteriore salto di qualità. Perché nella bozza del documento con cui si dovrebbe chiudere il Consiglio europeo, che prende il via oggi (giovedì 21 marzo), spunta addirittura un programma d’emergenza che coinvolge i civili in caso di attacco bellico.

In particolare, nel testo viene sottolineata la necessità “imperativa” di mettere a punto un piano per una “preparazione militare-civile rafforzata nonché coordinata” e di una “gestione strategica delle crisi nel contesto dell’evoluzione del panorama delle minacce”.

Josep Borrell ha poi smentito la notizia diffusa inizialmente da ‘Repubblica’, negando che la discussione sull’eventuale coinvolgimento di civili sia concreta.

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