L’UE apre (una porticina) all’Italia

Bruxelles tende la mano a Roma ma impone condizioni rigorose: le risorse dovranno finanziare transizione energetica, rinnovabili e sicurezza strategica. Nessun via libera ai sussidi indiscriminati.

L’UE apre (una porticina) all’Italia

La Commissione europea è pronta a concedere all'Italia un nuovo margine di flessibilità di bilancio per sostenere gli investimenti energetici strategici, ma con limiti ben definiti.

Secondo le indiscrezioni emerse a Bruxelles, il governo guidato da Giorgia Meloni potrà beneficiare di una clausola che vale fino allo 0,3% del Pil all'anno nel triennio 2026-2028, con un tetto complessivo dello 0,6% del Pil. Per l'Italia si traduce in circa 6,5-6,8 miliardi di euro annui e oltre 13 miliardi nel complesso.

DIFESA ED ENERGIA CAMMINANO INSIEME

La novità è che la flessibilità per l'energia sarà collegata alla clausola straordinaria già prevista per la difesa europea, uno dei pilastri della strategia comunitaria dopo le tensioni geopolitiche degli ultimi anni.

Bruxelles considera infatti sicurezza energetica e sicurezza militare due facce della stessa medaglia, soprattutto alla luce della guerra in Ucraina, delle tensioni in Medio Oriente e della necessità di ridurre la dipendenza energetica esterna.

VIA LIBERA SOLO A INVESTIMENTI “GREEN”

La Commissione guidata da Ursula von der Leyen non intende però allentare i vincoli di bilancio senza contropartite.

Le risorse dovranno essere destinate a progetti coerenti con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e autonomia strategica: reti elettriche, sistemi di accumulo, batterie, energie rinnovabili, efficienza energetica, mobilità elettrica e rafforzamento delle infrastrutture energetiche.

Restano esclusi interventi assimilabili a sussidi generalizzati o misure emergenziali prive di impatto strutturale.

LA TRATTATIVA NON È CHIUSA

L'apertura europea rappresenta un segnale politico importante nei confronti dell'Italia, ma il negoziato resta aperto. Bruxelles attende ora che Roma attivi formalmente la clausola nazionale per la difesa e chiarisca la propria posizione sui prestiti del fondo SAFE, che potrebbero mettere a disposizione dell'Italia quasi 15 miliardi di euro aggiuntivi.

Sul tavolo resta inoltre la possibilità di utilizzare parte dei circa 95 miliardi di fondi europei ancora non assegnati e di rivedere alcuni capitoli del PNRR per accelerare gli investimenti strategici.

L'obiettivo comune resta quello di rafforzare la competitività europea, ridurre la dipendenza energetica dall'estero e sostenere il percorso verso una maggiore autonomia economica e geopolitica dell'Unione.

Fonte
quotedbusiness.com è una testata indipendente nata nel 2018 che guarda in particolare all'economia internazionale. Ma la libera informazione ha un costo, che non è sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità. Se apprezzi i nostri contenuti, il tuo aiuto, anche piccolo e senza vincolo, contribuirà a garantire l'indipendenza di quotedbusiness.com e farà la differenza per un'informazione di qualità. 'qb' sei anche tu. Grazie per il supporto
MiaFattura - la più semplice App di fatturazione
www.quotedbusiness.com