
La nuova emergenza migratoria a Ceuta, enclave spagnola al confine con il Marocco, riaccende lo scontro politico in Europa. Da una parte la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, affiancata da altri 21 leader europei, chiede un'azione immediata dell'Unione per rafforzare il controllo delle frontiere esterne e valutare, se necessario, il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne previsto dal Codice Schengen in situazioni eccezionali.
La replica di Sánchez
Di tutt'altro tenore la lettera inviata dal premier spagnolo Pedro Sánchez, che sollecita una risposta comune fondata sulla solidarietà tra gli Stati membri e critica duramente chi propone restrizioni alla libera circolazione. Secondo Madrid, la gestione delle frontiere esterne è una responsabilità condivisa dell'intera Unione europea e non può ricadere esclusivamente sui Paesi di primo ingresso.
Martedì il vertice dei ministri UE
Per affrontare la crisi è stata convocata una riunione straordinaria per oggi (4 agosto) dei ministri dell'Interno dei 27, chiamati a discutere il rafforzamento del sostegno operativo alla Spagna, il possibile impiego di Frontex, l'accelerazione dei rimpatri e nuove misure per contrastare l'immigrazione irregolare.
Tra i punti al centro del confronto figurano anche le politiche di regolarizzazione adottate da alcuni Stati membri, considerate da diversi governi un possibile fattore di attrazione dei flussi migratori.
Meloni: "Sempre più Paesi condividono la linea italiana"
La presidente del Consiglio ha sottolineato come il documento sottoscritto da 22 leader rappresenti un segnale politico significativo: secondo Meloni, cresce infatti il consenso europeo verso un approccio più rigoroso nella gestione dell'immigrazione, basato sulla difesa delle frontiere esterne, sul rafforzamento dei rimpatri e sulla lotta ai trafficanti di esseri umani.
Una sfida decisiva per la politica migratoria europea
La crisi di Ceuta arriva in un momento cruciale per l'Unione europea, impegnata nell'attuazione del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo. Il confronto tra Roma e Madrid evidenzia le profonde differenze tra gli Stati membri sul delicato equilibrio tra sicurezza delle frontiere, solidarietà europea e gestione dei flussi migratori, temi destinati a restare al centro dell'agenda politica dell'UE nei prossimi mesi.



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