Macron, veto sul candidato tedesco alla Commissione europea

Francia e Germania: braccio di ferro in Ue sul dopo Juncker. Roma tagliata fuori

Macron, veto sul candidato tedesco alla Commissione

Tra il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel è braccio di ferro per accaparrarsi il massimo scranno dell'Unione – il presidente ella Commissione europea.

A poche ore dal voto, le formazioni politiche mettono in campo strategie, tattiche e alleanze per due concetti diversi di Europa: a difesa dello status quo Merkel; per spingere il suo programma di riforme Macron.

Per la prima volta in oltre vent'anni le elezioni di domenica hanno infranto il duopolio dei popolari e dei socialisti, che insieme non hanno più la maggioranza, aprendo così uno spiraglio su cui Macron si è già incuneato, puntando una sorta di drappello progressista per trattare da una posizione di forza con la cancelliera.

In ogni caso, per mettere insieme una coalizione stabile, popolari e socialisti dovranno allearsi con liberali e verdi. Per ora il Partito popolare europeo sostiene il suo candidato di punta, Manfred Weber, il bavarese scelto per succedere a Juncker alla Commissione prima delle elezioni e ora in pole visto che i popolari hanno ottenuto la maggioranza relativa a Strasburgo. Ma il tedesco è bloccato da Macron, che vuole riaprire i giochi e ottenere per uno dei suoi, al momento punta su Margrethe Vestager, la poltrona numero uno di Bruxelles.

Le geometrie sono variabili, così come gli schieramenti in campo, da cui tuttavia l'Italia appare tagliata fuori, perché M5s e Lega non appartengono a nessuna delle grandi famiglie politiche che dirigono i giochi. 

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