La Francia scarica l’Italia e si allinea alla Germania sul Mes ‘light’. Ma all’Eurogruppo non c’è l’unanimità

Parigi e Berlino dettano la linea sul Mes. Il vertice di martedì rimanderà la decisione ai leader: spetterà a loro prendere la decisione

La Francia scarica l’Italia e si allinea alla Germania sul Mes ‘light’

In vista dell’Eurogruppo di martedì prossimo si rafforza l’asse franco-tedesco: i ministri Le Maire e Scholz si presenteranno con una posizione comune, che appoggia tutte le misure a breve termine, incluso l’utilizzo del Mes con condizionalità alleggerite. Ma per rilanciare le economie europee nel medio-lungo termine, le formule divergono tra i Paesi che vogliono far intervenire il Mes e quelli che spingono ancora gli eurobond, Italia e Spagna in testa.

Le certezze al momento sono due. La Bei porterà al tavolo la creazione di un fondo di garanzia di 25 miliardi per offrire alle imprese europee liquidità per investimenti fino a 200 mld. C’è poi Sure, lo schema da 100 mld che la Commissione europea ha messo in campo per rimpolpare la cassa integrazione dei 27, e il re-indirizzamento dei fondi strutturali.

A tutto questo, l’Eurogruppo darà il suo ok senza riserve. Ma quando si arriverà a parlare di come, e se, ne usciranno le economie e i conti pubblici dei Paesi più in difficoltà, ci sarà da discutere. Tutti verrano fuori dalla crisi con debiti e deficit maggiori, ma chi è messo peggio non vorrebbe uscirne con le ossa rotte.

Ecco perché la trattativa sembra avanzare su un solo punto: il Meccanismo europeo di stabilità. D’altronde il Mes è l’unico strumento davvero sul tavolo fin dal primo momento e, di fatto, è l’arma europea contro gli shock economici.

Alla luce dell’esperienza della Grecia, i 19 Paesi sono comunque d’accordo ad alleggerire le condizioni per ottenere gli aiuti. L’idea è di avere un solo tipo di condizionalità, uguale per tutti, che leghi l’utilizzo degli aiuti all’emergenza.

Intanto la Francia si allinea alla Germania sul Mes, ma non scarica completamente l’Italia. Sul tavolo dell’Eurogruppo ci sarà anche la proposta francese di dare vita a un fondo temporaneo, gestito dalla Commissione Ue, che emetta bond sul mercato con garanzie comuni.

Resta il fatto che per dare vita ad uno strumento del genere servirebbero mesi, forse un anno. L’economia, invece, non può aspettare. Così come è vero che un prestito pari al 2% del Pil del proprio Paese (ovvero quello riconosciuto dal Mes) potrebbe non bastare a rilanciare l’economia.

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