L’economia dello spinotto

L’economia dello spinotto

Mentre nelle aree più povere del mondo, specialmente in Africa, America latina e Asia, si continuano ad accumulare montagne di rifiuti elettronici scalate da bambini all’affannosa ricerca di qualche particolare rivendibile, l’Ue ha trovato un accordo sul caricatore universale per cellulari e altri aggeggi elettronici ricaricabili. Della serie, meglio tardi che mai.

Può sembrare un piccolo aspetto, quello dei caricabatterie, ma su scala globale è un mercato che vale miliardi di pezzi, alimentato dalle aziende ben attente a produrre ognuna un caricatore differente dalle altre e persino tra modelli diversi anche se realizzati dalla stessa impresa.

Visto il tempo che è stato necessario per arrivare a questa decisione, “verrebbe da dire che è più facile mettere d’accordo russi e ucraini che costringere l’industria elettronica a uniformare uno spinotto. Questo la dice lunga sulla potenza smisurata del mercato, difficile da ricondurre al principio di razionalità anche quando produce, palesemente, irrazionalità”, ha commentato Michele Serra.

Fino a che l'irrazionalità crea profitto, e lo spreco è scaricabile sulle spalle altrui, si può anche non cambiare. Ma la politica, seppur tardiva e macchinosa, sembra esistere ancora, o quantomeno riesce a dire la sua sugli spinotti. Non sarà sufficiente, ma è comunque qualcosa.

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