Elezioni in Irlanda: Brexit rafforza i nazionalisti

Dal voto escono più forti i partiti repubblicani nazionalisti che puntano alla riunificazione (come accaduto a dicembre in Irlanda del Nord): l’isola verso il referendum sulla riunificazione?

Elezioni: Brexit rafforza i nazionalisti

Tre partiti quasi alla pari. È la prima volta per l’Irlanda che, fin dagli anni ‘30 ha visto dominare l’alternanza tra le due formazioni di centro-destra, Fine Gael e Fianna Fail. Il terzo incomodo è lo Sinn Fein, il partito della sinistra nazionalista - braccio ‘politico’ della disciolta Ira.

La maggioranza assoluta dei seggi resta lontana e probabilmente non andrà al governo, ma il nuovo Sinn Fein a trazione femminile di Mary Lou McDonald è da oggi un attore chiave della politica in Irlanda.

Il risultato di questo voto è una sconfitta pesante per il Premier uscente Varadkar, che aveva indetto elezioni anticipate proprio per rafforzare il suo Fine Gael e invece finisce per perdere voti. Anche se paradossalmente sarà ancora lui il Premier in un probabile governo di coalizione con il Fianna Fail, visto che nessuno ha la maggioranza e entrambi i partiti tradizionali escludono accordi con i nazionalisti. Ma la strategia politica di Varadkar è stata comunque battuta. Simile errore a quello che fece Theresa May nel voto anticipato britannico del 2017: alle urne in anticipo per governare con più forza ma usciti dal voto più deboli di prima.

Eppure l’economia corre a ritmi superiori al 5% e la disoccupazione (4,8%) è ben al di sotto della media europea.

Ecco allora che il voto irlandese, letto in chiave britannica, appare speculare a quello di dicembre a Belfast, quando si votò per il Parlamento britannico nelle elezioni anticipate volute da Johnson. Sia a nord che a sud del confine, sia nelle sei contee britanniche sia nel resto dell’isola, si rafforzano i partiti repubblicani nazionalisti che puntano alla riunificazione.

Il governo di Boris Johnson non ha la minima intenzione di aprire questo fronte, dopo quello già scoppiato in Scozia. Quindi la risposta di Londra sarà un ‘no’. Ma a differenza del caso catalano, dove il referendum sull’indipendenza rimane anticostituzionale, sia per Ulster sia per la Scozia il referendum è uno strumento previsto e già utilizzato. 

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