Non solo Minneapolis, scontri in 25 città. Trump: “Difenderò la democrazia”. Esercito in campo

Trump preallerta anche i reparti militari. A Minneapolis escalation di scontri

Non solo Minneapolis, scontri in 25 città. Trump: “Difenderò la democrazia”

L’arresto del poliziotto di 44 anni incriminato per la morte brutale dell’afroamericano George Floyd non ferma le proteste, che ora dilagano da Minneapolis a tutti gli Usa.

Migliaia di persone sono scese in strada in 25 città. Non solo Washington, da New York a Dallas, da Houston a Las Vegas, da Des Moines a Memphis e Portland, sono state date alla fiamme auto della polizia e diversi negozi sono stati saccheggiati. 

E il bilancio è già pesante: 2 morti. Un manifestante e un agente.

“La morte di George Floyd è una grande tragedia e difendo il diritto a manifestare pacificamente, ma non permetterò a una folla arrabbiata di dominare, sono determinato a proteggere la democrazia e lo stato di diritto”. Lo ha detto il presidente Donald Trump da Cape Canaveral.

Ma tra roghi, pistole e saccheggi sarebbe un errore ridurre il tutto solo a uno scontro tra bianchi e neri. Anche perché stavolta a scendere in strada non ci sono soltanto quest’ultimi.

Mentre per Trump, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali, la situazione si complica. La pandemia di Covid-19 non è stata gestita bene negli Usa e la grave crisi economica (con 40 milioni di disoccupati) rischia di trasformarsi in una polveriera sociale. Fino alla morte cruenta di George Floyd.

Fonte
quotedbusiness.com è una testata indipendente nata nel 2018 che guarda in particolare all'economia internazionale. Ma la libera informazione ha un costo, che non è sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità. Se apprezzi i nostri contenuti, il tuo aiuto, anche piccolo e senza vincolo, contribuirà a garantire l'indipendenza di quotedbusiness.com e farà la differenza per un'informazione di qualità. 'qb' sei anche tu. Grazie per il supporto

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

Scopri la sezione Indicatori

(opzionale)
Paesi
www.quotedbusiness.com