Midterm USA, il Washington Post: “Bozza per stato di emergenza prima del voto”. La Casa Bianca smentisce

Il quotidiano americano parla di un gruppo di attivisti pro-Trump che avrebbe diffuso una bozza di ordine esecutivo per dichiarare lo stato di emergenza prima delle elezioni di metà mandato. Obiettivo: rafforzare i poteri presidenziali sul voto. Ma il dossier è esplosivo e apre uno scontro istituzionale.

Midterm USA, il WP: “Bozza per stato di emergenza prima del voto”

Secondo quanto riportato dal The Washington Post, un gruppo di attivisti vicini all’area trumpiana – che dichiarerebbero di essere in coordinamento con ambienti della Casa Bianca – starebbe facendo circolare una bozza di ordine esecutivo per dichiarare uno stato di emergenza nazionale in prossimità delle elezioni di midterm.

Il documento, sempre secondo il quotidiano, ipotizzerebbe l’estensione di poteri straordinari al presidente in materia elettorale, in un momento in cui il voto di metà mandato potrebbe ridimensionare la maggioranza repubblicana al Congresso.

Perché le elezioni di midterm sono cruciali

Negli Stati Uniti le elezioni di metà mandato rappresentano tradizionalmente un banco di prova per il presidente in carica. Storicamente, il partito alla Casa Bianca tende a perdere seggi.

Per Donald Trump, il passaggio è particolarmente delicato: il controllo del Congresso è determinante per: approvare riforme fiscali e commerciali; confermare nomine federali; sostenere la linea su immigrazione e politica estera; evitare eventuali procedimenti di impeachment. Un indebolimento parlamentare ridurrebbe drasticamente il margine d’azione dell’amministrazione.

Stato di emergenza: cosa significa davvero

Negli Stati Uniti il presidente può dichiarare lo stato di emergenza nazionale ai sensi del National Emergencies Act, già utilizzato in passato per questioni legate a sicurezza nazionale, terrorismo o confini.

Un’eventuale applicazione in ambito elettorale sarebbe però altamente controversa. La gestione delle elezioni è infatti competenza primaria dei singoli Stati federati, e qualsiasi intervento federale diretto solleverebbe interrogativi costituzionali.

Esperti di diritto costituzionale citati dai media americani sottolineano che un ordine esecutivo non può modificare le regole elettorali stabilite dalle legislature statali senza una base legale solida.

Reazioni e smentite

Al momento non risulta alcun ordine esecutivo firmato. Fonti vicine alla Casa Bianca avrebbero ridimensionato l’ipotesi, parlando di “bozze non ufficiali” circolate in ambienti esterni all’amministrazione.

Resta però il dato politico: la semplice diffusione di un documento del genere alimenta il dibattito sul ruolo dell’esecutivo e sui limiti del potere presidenziale.

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