La Polonia resta nelle mani dell’ultraconservatore Duda. E lontana dall’Ue

Battuto sul filo di lana l’europeista Trzaskowski

Il paese resta nelle mani dell’ultraconservatore Duda
Andrzej Duda

A vincere le elezioni in Polonia è il presidente uscente, l’ultraconservatore Andrzej Duda, alleato del Partito nazionalista del diritto e della giustizia (PiS). Ha ottenuto il 51,4% delle preferenze. Lo sconfitto è il liberale sindaco di Varsavia Rafal Trzaskowski, che si era detto aperto al cambiamento.

Duda, 48 anni, è un avvocato di formazione che ha vinto a sorpresa nel 2015 rappresentando il volto giovane e moderato del partito Legge e Giustizia. È un cattolico - appoggiato anche da Donald Trump - che dice di voler difendere il modello tradizionale di famiglia e sostenere il generoso programma di welfare del governo, simboleggiato dal programma 500+, in base al quale le famiglie ricevono 110 euro al mese per ogni bambino fino all’età di 18 anni.

Trzaskowski, anche lui 48enne, è uno dei vice leader del partito di centro-destra Piattaforma civica polacca, che ha governato la Polonia tra il 2007 e il 2015, per lo più sotto la guida di Donald Tusk prima che fosse eletto alla guida del Consiglio europeo. Trzaskowski, che rappresenta l’ala più liberale del partito, è a favore dell’Ue e avrebbe voluto riallacciare il legame con Bruxelles.

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