La Russia minaccia un giornalista italiano: “Chi scava la fossa ci cade dentro”

Il cronista Jacopo Iacoboni attaccato per il suo lavoro dal portavoce del ministro della Difesa di Putin

Mosca minaccia un giornalista italiano

La difficile coesistenza tra la Russia di Putin e la libertà di stampa è ‘sbarcata’ in Italia. Un generale al servizio del ministero della Difesa ha censurato e minacciato La Stampa e il giornalista che ha firmato alcune inchieste pubblicate sugli aiuti sanitari (con supporto militare) inviati nel nostro Paese. Il quotidiano pubblica tre servizi a firma di Jacobo Iacoboni con cui vengono posti interrogativi sulle reali finalità degli aiuti inviati da Mosca per l’emergenza coronavirus.

L’attenzione è centrata sui 120 militari russi che compongono la missione e sulle forniture recapitate, definite “inutili all’80%”.

L’Ambasciata russa a Roma protesta. Finché giovedì sera, dal ministero della Difesa di Mosca, non parte il comunicato stampa del portavoce, il generale Igor Konashenkov. E volano parole pesanti: “Chi scava una fossa, finisce per cadervi”, e anche: “Bad penny always comes back”, la moneta cattiva si ripresenta sempre.

Interviene il direttore Maurizio Molinari, parlando di “mancato rispetto per il diritto di cronaca” e di “espliciti insulti” e, poi, il governo. “L’Italia è grata per gli aiuti della Russia - si legge in una nota dei ministeri della Difesa e Esteri. Non si può, allo stesso tempo, non biasimare il tono inopportuno di certe espressioni. La libertà di espressione è valore fondamentale del nostro Paese.”

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