Eni, aumentano gli utili ma la produzione cresce meno del previsto

Eni, aumentano gli utili ma la produzione sale meno del previsto
Claudio Descalzi

Netta progressione degli utili per Eni. Il gruppo italiano ha chiuso il terzo trimestre e i primi nove mesi dell'anno con risultati oltre le attese del mercato, spinti dalla solida performance dell'exploration & production per effetto del rafforzamento dello scenario petrolifero.

Il terzo trimestre ha visto l'utile netto balzare a 1,53 miliardi dai 344 milioni del terzo trimestre 2017 con l'utile netto adjusted a 1,388 milardi. Se si amplia lo sguardo ai 9 mesi il primo è salito a 3,73 miliardi (+181%) e il secondo è raddoppiato a 3,13 miliardi. Lo ha comunicato la società petrolifera.

La produzione di idrocarburi dovrebbe crescere di circa il 3% nell'anno 2018 rispetto al 2017 comprensiva dell'impatto negativo sulla produzione di gas di fattori esogeni in alcuni Paesi, con limitati effetti sulla generazione di cassa. Lo scrive il gruppo petrolifero nell'outlook 2018 nel comunicato sui risultati dei 9 mesi.

"Sono particolarmente soddisfatto dei risultati del trimestre che ci hanno consentito di produrre una generazione di cassa eccellente. Gli incassi netti operativi sono stati pari a 4,1 miliardi, il doppio rispetto al terzo trimestre 2017 e, ancora piu' importante, il 35% in più rispetto al secondo trimestre 2018 che aveva registrato un prezzo medio brent simile all'attuale". Così ha commentato l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, i risultati dei 9 mesi precisando che "tutti i business hanno operato bene, con un upstream che mette in luce la sua piena capacità di monetizzare scenari favorevoli dei prezzi degli idrocarburi e soprattutto di incrementare il valore anche a scenari costanti. I business mid-downstream dimostrano di aver acquisito un livello di sostenibilità in uno scenario per loro complessivamente non favorevole. Grazie a questa performance raggiungiamo un debito netto di 9 miliardi, in riduzione di circa 900 milioni rispetto a fine giugno pur avendo già corrisposto tutti i dividendi di competenza di quest'anno".

Pertanto, assicura Descalzi: "Possiamo confermare per il 2018 una neutralità di cassa di gruppo, compresa la copertura dei dividendi, a 55 dollari al barile, oltre 20 dollari più bassa rispetto alle quotazioni Brent attuali, a testimonianza della disciplina finanziaria che siamo determinati a mantenere nel tempo".

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