ArcelorMittal: "La crisi è grave. Cassa integrazione a Taranto per 1400 lavoratori"

La multinazionale: scelta inevitabile "a causa della grave crisi di mercato"

ArcelorMittal: "La crisi è grave. Cassa integrazione per 1400 lavoratori"

Il 6 maggio scorso ArcelorMittal aveva manifestato l'intenzione di tagliare temporaneamente la produzione di acciaio in Europa con una riduzione di 3 milioni di tonnellate annue. Nello specifico era stata annunciata la sospensione della produzione degli stabilimenti di Cracovia in Polonia, la riduzione nelle Asturie in Spagna e il blocco dell'aumento della produzione dell'ex Ilva di Taranto che ArcelorMittal Italia contava di portare a 6 milioni di tonnellate nel 2020.

Non può dirsi che la nuova notizia giunga come un fulmine a ciel sereno, ma era comunque inattesa. ArcelorMittal Italia, la società che ha rilevato l'impanto pugliese, ha annunciato che farà ricorso alla Cassa integrazione ordinaria (Cigo) per 1400 persone e per un periodo di 13 settimane "a causa della grave crisi di mercato", si legge in una nota del gigante dell'acciaio.

Nonostante lo scenario sia "molto critico, ArcelorMittal Italia conferma il proprio impegno su tutti gli interventi previsti per rispettare il piano industriale e ambientale, al termine dei quali, con un investimento da più di 2,4 miliardi di euro, Taranto diventerà il polo siderurgico integrato più avanzato e sostenibile d'Europa".

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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