Bergamo, aiuti alle imprese o il 50% chiuderà

L’84% delle aziende della flagellata provincia lombarda chiede il ricordo alla cassa integrazione

Bergamo, aiuti alle imprese o il 50% chiuderà

Per il coronavirus il 52% delle aziende bergamasche non ritiene di poter continuare la propria attività se non riceverà immediatamente un supporto dal governo o più in generale dalle istituzioni. Il grido d’allarme è lanciato dal primo Osservatorio mensile di ‘Confindustria Bergamo’ sull’impatto del Covid-19.

Emerge che il 32% pensa di resistere al massimo un anno e solo il 4% che ritiene di potercela fare comunque. L’84% delle imprese ha già chiesto o richiederà la cassa integrazione al massimo entro sei mesi. E tra le imprese delle bergamasca che hanno chiesto o si stanno apprestando a chiedere la Cig, il 48% la attiverà per il 70-100% dei propri dipendenti.

“Per garantire ossigeno alle imprese - commenta Stefano Scaglia, presidente di Confindustria Bergamo - è urgente che il sistema creditizio sia ridiscusso e che i parametri per valutare i prestiti siano stravolti”.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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