Anche Campari va nei Paesi Bassi. Ma non per motivi fiscali

L’azienda trasferisce la propria sede legale in Olanda. Ad attrarre le grandi corporation è il voto ponderato all’interno del Consiglio di amministrazione

Anche Campari va nei Paesi Bassi. Ma non per motivi fiscali

Entro il mese di luglio 2020 sarà realizzato il trasferimento della sede legale di Campari nei Paesi Bassi. Ad annunciarlo è Bob Kunze-Concewitz, ceo dell’azienda.

“Col trasferimento della sola sede legale, che, ribadiamo, non contempla alcun cambiamento riguardo a organizzazione, gestione e operatività aziendale, e soprattutto prevede che la residenza fiscale del gruppo sia mantenuta in Italia, perseguiamo l’obiettivo chiave - ha aggiunto Kunze-Concewitz - di potenziamento del sistema di voto maggiorato a beneficio degli azionisti di lungo termine; dunque, l’adozione di una struttura flessibile del capitale che possa ulteriormente supportarci nel perseguire opportunità di crescita anche per acquisizioni di dimensioni rilevanti”.

È questa la motivazione principale che spinge aziende da tutto il mondo a trasferire nel piccolo paese europeo la loro sede legale. Quindi pagare meno tasse ma anche (e forse soprattutto) controllare più agevolmente i propri affari. Il diritto societario olandese, rispetto a quello degli altri Paesi europei, è estremamente semplificato.

In particolare ad attrarre le grandi corporation è il voto ponderato all’interno del Consiglio di amministrazione. La legislazione olandese, infatti, consente all’azionista di maggioranza relativa di avere la maggioranza assoluta in sede di CdA. Ciò vuol dire che anche con una quota inferiore al 30% o al 20%, l’azionista di maggioranza potrà contare su un potere di voto superiore al 50%. In tal modo controllare l’azienda e far passare le proprie decisioni all’interno del Board societario sarà più semplice, anche senza un pacchetto azionario che sfori la soglia del 50%.

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