
Varta, storico produttore tedesco di batterie, ha dichiarato insolvenza, aprendo una nuova fase di profonda ristrutturazione. L'azienda, che impiega circa 4.000 dipendenti nel mondo, aveva chiuso il 2024 con un fatturato di 793 milioni di euro, ma continua a fare i conti con una forte pressione finanziaria.
Il peso dell'addio di Apple
Tra le cause della crisi figura anche la perdita di Apple come importante cliente per le batterie destinate ai dispositivi elettronici. A incidere sono stati inoltre il rallentamento del mercato dell'elettronica di consumo, l'aumento dei costi di produzione e la crescente concorrenza dei produttori asiatici, in particolare cinesi e sudcoreani.
La sfida europea sulle batterie
Il caso Varta evidenzia le difficoltà dell'industria europea nel competere in un settore strategico per la transizione energetica e la mobilità elettrica. Mentre Cina e Corea del Sud continuano a rafforzare la propria leadership nelle batterie agli ioni di litio, l'Europa accelera i programmi per costruire una filiera più autonoma, sostenuta anche dagli investimenti previsti dal Green Deal e dal Critical Raw Materials Act.
Uno scenario sempre più competitivo
La crisi di Varta si inserisce in un momento delicato per l'industria manifatturiera tedesca, già alle prese con costi energetici elevati, domanda internazionale debole e trasformazione tecnologica. Il futuro dell'azienda dipenderà ora dall'esito del piano di ristrutturazione e dalla capacità di rilanciarsi nei segmenti ad alto valore aggiunto del mercato delle batterie.


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