Il ritorno al futuro di Porsche

La casa tedesca frena sull’elettrico: oltre 500 tagli e chiusura di tre società, tornano centrali i motori tradizionali

Il ritorno al futuro di Porsche

Nemmeno Porsche riesce più a ignorare la frenata globale dell’auto elettrica. Il marchio tedesco delle sportive di lusso ha annunciato la chiusura di tre controllate e il taglio di oltre 500 posti di lavoro tra Germania e Croazia.

La decisione arriva dopo mesi di rallentamento della domanda di veicoli elettrici, soprattutto nel segmento premium, e segna una svolta strategica per uno dei brand che più aveva investito nella transizione green.

Il gruppo aveva già comunicato a inizio 2025 un piano più ampio per eliminare circa 1.900 posti entro il 2029, pari a quasi il 15% della forza lavoro.

Chiude anche la divisione batterie

Tra le società che verranno chiuse c’è Cellforce, controllata nata per sviluppare batterie ad alte prestazioni per le future sportive elettriche Porsche.

Il progetto, considerato strategico fino a pochi anni fa, non sarebbe più sostenibile dal punto di vista industriale e commerciale secondo il management. La chiusura coinvolgerà circa 50 dipendenti.

Stop anche a Porsche eBike Performance, divisione dedicata alle biciclette elettriche premium, con impatti occupazionali soprattutto negli stabilimenti di Ottobrunn e Zagabria.

Cambio di rotta: tornano protagonisti benzina e ibrido

Dietro il piano di razionalizzazione c’è un cambio di strategia sempre più evidente. Porsche, come altri grandi costruttori europei, sta rallentando la corsa verso il “full electric” e torna a puntare su motori termici e tecnologie ibride.

Negli ultimi mesi anche altri colossi dell’automotive, da Mercedes-Benz a Volkswagen fino a Ford e Volvo, hanno rivisto obiettivi e tempistiche della transizione elettrica a causa del calo della domanda, dei costi elevati e delle difficoltà infrastrutturali.

In particolare il mercato cinese, fondamentale per Porsche, sta vivendo una fase complessa a causa della concorrenza aggressiva dei marchi locali come BYD, Nio e Xiaomi Auto.

Pressione sui costi e margini in calo

Il gruppo sta cercando di difendere margini e redditività in un contesto globale sempre più competitivo. Oltre ai tagli occupazionali, Porsche ha avviato la cessione delle quote nella joint venture Bugatti Rimac e nella holding Rimac Group.

L’obiettivo è ridurre i costi operativi dopo anni di investimenti miliardari nella mobilità elettrica, oggi considerata meno redditizia del previsto nel segmento luxury.

Il rallentamento delle vendite EV in Europa e Stati Uniti, insieme alla crisi industriale tedesca e ai costi energetici elevati, sta spingendo molte aziende automobilistiche a rivedere le strategie industriali.

L’auto europea entra in una nuova fase

La scelta di Porsche rappresenta un segnale forte per tutto il settore automotive europeo. Dopo anni di corsa accelerata verso l’elettrico, molte aziende stanno ora cercando un equilibrio più pragmatico tra sostenibilità, profitti e domanda reale del mercato.

La transizione energetica dell’auto continua, ma con tempi più lunghi e strategie molto meno radicali rispetto alle previsioni iniziali.

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