Meta ha raggiunto negli Stati Uniti un accordo senza precedenti per chiudere le cause intentate da 47 Stati, Washington D.C. e alcuni territori Usa sulle accuse relative ai danni provocati ai minori da Instagram e Facebook. Il valore complessivo dell'intesa può arrivare a 17,1 miliardi di dollari, rendendola una delle più grandi transazioni nella storia della tutela dei consumatori negli Stati Uniti.
Le cifre riportate nelle prime ricostruzioni variano in base alla struttura dell'accordo: la quota iniziale è di circa 12,2-12,7 miliardi di dollari, mentre il totale può superare i 17 miliardi se anche TikTok e YouTube adotteranno misure analoghe. Meta, nella propria comunicazione agli investitori, indica un esborso potenziale di circa 18 miliardi di dollari, considerando anche le condizioni aggiuntive previste dall'intesa.
Instagram e Facebook cambiano volto
La parte più importante dell'accordo, però, non riguarda soltanto il denaro. Meta dovrà introdurre limiti al tempo trascorso online dai minori, blocchi notturni, restrizioni alle notifiche durante l'orario scolastico, controlli parentali più efficaci e sistemi più rigorosi di verifica dell'età.
Saranno inoltre limitate alcune funzioni considerate problematiche per la salute mentale degli adolescenti, tra cui strumenti che favoriscono il confronto sociale e determinati filtri estetici. L'efficacia delle nuove misure sarà sottoposta anche a verifiche indipendenti.
La nuova frontiera della regolamentazione
L'intesa arriva al termine di una battaglia giudiziaria iniziata nel 2021 e diventata uno dei più importanti test sulla responsabilità delle Big Tech nei confronti dei minori.
Il caso è particolarmente significativo perché porta al centro del dibattito un interrogativo destinato a coinvolgere l'intero settore: quanto devono essere responsabili le piattaforme quando le loro funzioni vengono progettate per massimizzare il tempo e l'attenzione degli utenti più giovani?
Meta, tuttavia, non ammette di aver violato la legge: il patteggiamento chiude le controversie senza costituire un'ammissione di responsabilità. E numerose altre cause, presentate da famiglie, distretti scolastici e autorità locali, restano ancora aperte.




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