Hrii, società controllata da Hitachi, ha acquistato l'intera partecipazione

Hrii, società controllata da Hitachi, ha acquistato l'intera partecipazione detenuta da Elliott (31,79%) salendo così all'82,57% del capitale di Ansaldo Sts.

Comunicato stampa Ansaldo Sts

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Dopo essersi liberato di un socio ingombrante (il fondo statunitense Elliott), il colosso nipponico Hitachi arriva al suo obiettivo originario, seppure con tre anni di ritardo: delistare Ansaldo Sts, società tra i leader mondiali del segnalamento ferroviario, e fonderla nella sua divisione che si occupa di trasporti sui binari in tutto il mondo. 

Hitachi aveva raggiunto un accordo a inizio 2015 con il gruppo Leonardo (allora Finmeccanica): da un lato accettava di rilevare Ansaldo Trasporti - il ramo di azienda specializzato nella costruzione di convogli ferroviari e fornitore del Freccia Rossa delle Fs - a patto che potesse mettere le mani anche su Sts. In altri termini, i giapponesi si accollavano il rilancio degli stabilimenti di Ansaldo Trasporti, reduci da anni difficili e mai in utile, avendo la possibilità di acquisire una delle eccellenze ingegneristiche italiane a controllo pubblico.

Hitachi, come ha poi dimostrato, ha anche garantito continuità industriale e il mantenimento dei livelli occupazionali. Ma non era riuscita nell'intento di delistare Sts a causa dell'intervento di Elliott. Il fondo della famiglia Singer ha iniziato con Ansaldo Sts la sua avventura italiana, proseguita poi nell'ingresso inTelecom Italia e nell'inedito investimento che l'ha portata a prendere il controllo del Milan. Per Telecom e per il club rossonero i Singer devono ancora dimostrare di aver avuto ragione (ovvero di guadagnarci), mentre per Ansaldo hanno fatto bene i loro conti.

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