L’industria non può fare a meno degli immigrati

A lanciare l’appello è il mondo industriale, che denuncia la carenza di manodopera

L’industria non può fare a meno degli immigrati

L’industria ha bisogno di manodopera e, in un contesto di calo demografico e invecchiamento della popolazione, non può fare a meno dell’immigrazione. Per questo, gli industriali italiani sono tornati a chiedere nei giorni scorsi l’apertura di canali d’ingresso legali, di fatto chiusi da dieci anni.

Dal 2010 al 2018 i residenti italiani sono passati da 56.056.125 a 55.104.043, con un calo di 952.082 unità. La diminuzione di popolazione è stata attenuata grazie all’aumento, da 4.570.317 a 5.255.503, dei residenti di altra nazionalità. Complessivamente, si sono comunque perse 266.896 unità.

Nello stesso periodo, i richiedenti asilo che hanno visto respinta la loro domanda sono stati 223.579 (l’80% dei quali al di sotto dei 35 anni). Se lo Stato italiano avesse accordato loro un permesso di soggiorno, oggi soffriremmo di una perdita di popolazione di sole 43mila unità.

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Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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