Il 27% degli italiani sarebbe povero se perdesse 3 mesi di stipendio

Le retribuzioni annue nei 35 paesi Ocse sono salite in media del 7%, e solo Grecia, Spagna e Portogallo hanno avuto riduzioni peggiori dell’Italia (passata da 39.051 euro a 37.752)

Quattordici italiani su cento vivono in una situazione di relativa povertà e quasi tre su dieci rischierebbero di finirci dentro se "solo" mancassero loro tre mesi di stipendio. È quanto emerge dalla ricerca Ocse sulle condizioni di vita e il benessere. Secondo l’organizzazione parigina il 14% della popolazione italiana vive in una situazione di relativa povertà.

D’altronde i dati sembrano parlare chiaro. Tra il 2010 e il 2018 (periodo preso in esame nel rapporto) il tasso dei disoccupati in cerca di lavoro da un anno o più è calato, in media, di oltre un punto percentuale, fino al 2,1% della forza lavoro. In Italia, è aumentato di due punti.

Nello stesso arco di tempo, le retribuzioni annue nei 35 paesi Ocse sono salite in media del 7% (pari a circa 2.700 dollari di aumento in termini reali) e solo Grecia, Spagna e Portogallo hanno avuto riduzioni peggiori dell’Italia, che è passata da 39.051 euro a 37.752 (-1.299 euro).

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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