
La Procura di Milano ha disposto in via d’urgenza il controllo giudiziario per Foodinho, la società italiana del colosso spagnolo del food delivery Glovo. L’accusa è grave: caporalato e sfruttamento del lavoro attraverso compensi considerati sotto la soglia di povertà.
Il provvedimento prevede la nomina di un amministratore giudiziario, in attesa della decisione di un giudice per le indagini preliminari, e si inserisce in una serie di inchieste avviate negli ultimi anni sul lavoro nella gig economy e nella logistica.
Paghe fino all’80% sotto i minimi contrattuali
Secondo le indagini dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, i rider – circa 40mila in Italia e 2mila nell’area milanese – avrebbero percepito compensi inferiori fino al 76,95% rispetto alla soglia di povertà e fino all’81,62% rispetto alla contrattazione collettiva.
Un livello retributivo che, secondo la Procura, non garantirebbe una “esistenza libera e dignitosa”, come previsto dalla Costituzione italiana.
Algoritmi sotto accusa: la “etero-organizzazione digitale”
Uno dei punti chiave dell’inchiesta riguarda il ruolo degli algoritmi nella gestione dei rider. L’accusa parla di etero-organizzazione algoritmica, ovvero un controllo del lavoro che, pur mascherato da autonomia, riproduce dinamiche tipiche del lavoro subordinato.
Un tema centrale anche a livello europeo: nel 2024 l’UE ha approvato la Direttiva sul lavoro tramite piattaforme digitali, che mira a contrastare il falso lavoro autonomo e a garantire tutele minime ai rider e ai lavoratori delle app.
Un fronte giudiziario già caldo per la gig economy
Il caso Foodinho si inserisce in una lunga serie di indagini italiane sul lavoro nelle piattaforme, con precedenti su colossi della logistica e della distribuzione. Negli ultimi anni, diverse procure hanno contestato modelli organizzativi basati su subappalti e contratti precari, ritenuti strumenti per abbattere il costo del lavoro.
Il futuro del delivery: modello sotto pressione
Il settore del food delivery è cresciuto a doppia cifra durante e dopo la pandemia, ma il modello economico è sempre più sotto scrutinio: margini ridotti, concorrenza feroce e tensioni normative mettono in discussione la sostenibilità di piattaforme basate su lavoro ultra-flessibile e paghe a cottimo.
L’inchiesta su Glovo potrebbe diventare un caso pilota per l’intero settore in Europa, accelerando la trasformazione delle piattaforme digitali in datori di lavoro pienamente regolati.





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