Italia, il paradosso della ripresa (lenta)

Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, tra inflazione passata e crescita debole i redditi reali non torneranno ai livelli pre-crisi. Pil in lento recupero, ma i rischi restano elevati

Il paradosso della ripresa (lenta)

L’economia italiana cresce, ma il potere d’acquisto delle famiglie no. È il messaggio chiave che emerge dalla Nota sulla congiuntura di febbraio dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb): nonostante il graduale recupero avviato dopo il picco inflattivo del 2022, nel 2027 i salari reali saranno ancora oltre due punti percentuali sotto i livelli del 2021.

Salari reali: recupero lento, ferite profonde

Secondo l’Upb, il recupero del potere d’acquisto osservato dal 2023 proseguirà nel biennio 2026-2027, ma a un ritmo troppo moderato per compensare la perdita accumulata negli anni dell’inflazione record. A fine periodo, i salari reali resteranno “più bassi di oltre due punti percentuali rispetto al 2021”. Un dato che fotografa una debolezza strutturale del mercato del lavoro italiano: bassa produttività, rinnovi contrattuali tardivi e aumenti nominali spesso insufficienti a tenere il passo con il costo della vita.

Pil in crescita, ma senza slancio

Sul fronte macroeconomico, il quadro è di crescita contenuta: Pil +0,5% nel 2025; +0,7% nel 2026; andamento analogo atteso nel 2027. Un ritmo che colloca l’Italia sotto la media europea, ma che secondo l’Upb trova sostegno soprattutto nella domanda interna e nell’attuazione del Pnrr, ancora decisiva per investimenti pubblici e occupazione.

Il ruolo chiave del Pnrr

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza resta uno dei pochi veri moltiplicatori di crescita. Cantieri, digitalizzazione della Pa, infrastrutture e transizione energetica continuano a sostenere il Pil, ma l’effetto rischia di attenuarsi nel tempo se non accompagnato da riforme strutturali su lavoro, concorrenza e produttività.

Inflazione sotto controllo, ma il danno è fatto

Il rientro dell’inflazione verso livelli più vicini al target della Bce ha ridotto la pressione sui redditi, ma non cancella l’erosione subita tra il 2021 e il 2023. Per molte famiglie, soprattutto a reddito medio-basso, la perdita di potere d’acquisto resta permanente.

Rischi globali e clima pesano sullo scenario

L’Upb mette in guardia da un contesto ancora fragile: “Resta elevata l’esposizione a rischi orientati al ribasso”. Tra i principali fattori di incertezza: scenario geopolitico internazionale; volatilità dei mercati finanziari; impatto economico del cambiamento climatico, sempre più visibile su agricoltura, infrastrutture e prezzi energetici.

Il nodo politico

Il quadro che emerge è chiaro: la crescita da sola non basta. Senza politiche mirate su salari, produttività e qualità del lavoro, la ripresa rischia di restare una statistica, non un miglioramento reale delle condizioni di vita.

Fonte
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