Il fisco pesa per un quarto sui salari dei lavoratori Ocse

L’imposizione fiscale ha assorbito – in media e nel corso del 2017 - un quarto delle retribuzioni lorde dei lavoratori dei paesi Ocse. Il valore percentuale esatto è del 25,5%, ma disaggregando il dato a livello nazionale emerge una forte eterogeneità: si oscilla da valori inferiori al 15% in Cile, Corea e Messico a oltre il 35% in Belgio, Danimarca e Germania. L'aliquota media delle imposte sul reddito è salita in 20 dei 35 paesi Ocse nel 2017 a causa principalmente degli incrementi salariali.

Sono, al contrario, diminuite in 13 paesi e sono rimaste invariate in due (Cile e Ungheria).

Per le famiglie con figli la pressione fiscale è stata, invece, ridotta dal 2000. E ciò è particolarmente vero per i lavoratori singoli con figli, le cui aliquote sono spesso negative.

Se si considerano anche le tasse che gravano sulle imprese, l’organizzazione di Parigi rivela che l’imposizione media sul costo del lavoro è diminuita per il quarto anno consecutivo nel 2017, attestandosi al 35,9% del costo del lavoro. Il calo del cuneo è stato in gran parte dovuto alle forti riduzioni adottate in Finlandia, Ungheria e Lussemburgo.

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