Ilo, un decennio perso per i lavoratori. Salari fermi

Ilo, un decennio perso per i lavoratori. Salari fermi

A livello globale i salari non crescono, anzi diminuiscono e le donne guadagnano meno degli uomini. È quanto emerge da un Rapporto dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo). Lo scorso anno la crescita dei salari a livello mondiale è scesa al livello più basso dal 2008, ben al di sotto dei livelli prevalenti prima della crisi finanziaria globale.

Il paradosso è che la disoccupazione è scesa ai minimi storici nelle economie avanzate. Ma la nuova occupazione è spesso di bassa qualità. E, poi, la caduta della produttività e il declino dei sindacati (e della contrattazione collettiva) hanno creato le condizioni affinché i salari anziché aumentare, diminuissero. Nonostante una fase di sostenuta ripresa economica, che però sembra aver ora voltato le spalle al mondo.

In termini reali (ovvero al netto dell'inflazione) la crescita dei salari è rallentata dal 2,4% del 2016 all'1,8% nel 2017. Nei paesi industrializzati del G20 è diminuita passando dall'1,7 % del 2015 a 0,9% nel 2016 e allo 0,4% nel 2017. Le performance peggiori in questo gruppo sono evidenziate da Italia (penultima) e Regno Unito. Nei paesi in via di sviluppo ed emergenti del G20, invece, l'incremento si è attestato tra il 4,9% del 2016 e il 4,3% del 2017. 

ll rapporto si sofferma, inoltre, sul divario salariale di genere. A livello globale le donne continuano a essere pagate il 20% in meno rispetto agli uomini. Nei Paesi ad alto reddito il divario è maggiore nella parte superiore della scala salariale, mentre nei paesi a basso e medio reddito il divario è più ampio tra i lavoratori meno retribuiti. Lo studio mostra che l'istruzione non è, nella maggior parte dei paesi, il problema principale. In molti paesi, le donne sono più istruite degli uomini, ma hanno salari più bassi, anche quando lavorano nelle categorie professionali.

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