Lavoro, la Germania ha bisogno di 260 mila immigrati l'anno

Lavoro, la prima economia europea ha bisogno di 260mila immigrati l'anno

La Germania è la prima economia europea. Questa posizione è ora a rischio e non soltanto a causa della riduzione della crescita, determinata a sua volta dalle crescenti tensioni internazionali (guerra commerciale e Brexit) e dal calo dell’economia globale. Ma è ora emerso un altro problema: la Germania ha bisogno di un “esercito” di almeno 260 mila nuovi lavoratori migranti l'anno fino al 2060 per far fronte alle carenze di manodopera indotte dal declino demografico. Il dato è in uno studio dell’autorevole Fondazione Bertelsmann.

Di quel numero, ben 146 mila persone dovrebbero immigrare da paesi non membri dell'Ue, anche perché nell’ottica di una maggiore convergenza tra i paesi europei si dovrebbe ridurre l’incentivo a spostarsi in altri Stati membri.

A causa dell'invecchiamento della popolazione, si stima che la forza lavoro in Germania si ridurrà di un terzo - circa 16 milioni di persone - entro il 2060 in assenza di immigrazione. Il che rischia di tradursi in un impatto devastante sulla quarta economia del mondo. E i numeri al momento disponibili non lasciano tranquillo il governo tedesco: solo 38 mila lavoratori extra Ue sono arrivati ​​e rimasti in Germania nel 2017.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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