Argentina, il Senato approva la riforma del lavoro di Milei: scontro totale con i sindacati

Via libera definitivo alla “modernizzazione del lavoro” voluta dal presidente Javier Milei. Il governo parla di svolta storica per attrarre investimenti e creare occupazione. I sindacati denunciano invece un testo che “facilita i licenziamenti e limita il diritto di sciopero”. L’Argentina accelera sulla strada delle riforme ultraliberiste.

Il Senato approva la riforma del lavoro di Milei

Il Senato dell’Argentina ha approvato in via definitiva la riforma del lavoro proposta dal governo Milei, uno dei pilastri del pacchetto di trasformazioni economiche avviato dall’esecutivo.

La legge, ribattezzata “modernizzazione del lavoro”, rientra nel più ampio programma di deregolamentazione del mercato e riduzione del ruolo dello Stato, già avviato con il maxi-decreto economico e la riforma fiscale.

“Storico. Abbiamo modernizzato il diritto del lavoro”, ha scritto Milei su X, rivendicando il risultato come una svolta strutturale.

📜 Cosa prevede la riforma

Il testo introduce cambiamenti profondi nel diritto del lavoro argentino. Tra i punti più discussi: maggiore flessibilità nei licenziamenti; revisione e riduzione delle indennità: possibilità di estendere la giornata lavorativa fino a 12 ore; ampliamento dei servizi “essenziali”, con conseguente limitazione del diritto di sciopero: frazionabilità delle ferie. Secondo il governo, le nuove norme puntano a ridurre il lavoro informale – che in Argentina supera il 40% – e a incentivare le assunzioni nel settore privato.

⚠️ La protesta dei sindacati

Durissima la reazione delle centrali sindacali, in particolare della Cgt (Confederación General del Trabajo), che accusa l’esecutivo di smantellare tutele storiche.

Per i sindacati, la riforma: indebolisce la protezione dei lavoratori; aumenta il potere contrattuale delle imprese; riduce di fatto il diritto di sciopero. Non si escludono nuove mobilitazioni e scioperi generali nelle prossime settimane.

💰 Il contesto economico: inflazione e recessione

La riforma arriva in un momento delicatissimo per l’economia argentina.

Il Paese è alle prese con: inflazione ancora tra le più alte al mondo; forte svalutazione del peso; contrazione del Pil aumento della povertà.

Milei sostiene che senza liberalizzazioni profonde non sia possibile stabilizzare l’economia né attrarre capitali esteri.

🌎 Un modello che divide anche all’estero

Le riforme di Milei vengono osservate con attenzione da investitori internazionali e istituzioni finanziarie, ma sollevano critiche tra le organizzazioni per i diritti del lavoro.

L’Argentina diventa così un laboratorio politico ed economico in America Latina: da un lato la promessa di rilancio competitivo, dall’altro il rischio di tensioni sociali crescenti.

📌 Una sfida ad alto rischio

La “modernizzazione del lavoro” rappresenta una delle riforme più incisive degli ultimi decenni in Argentina.

Se porterà a più occupazione e crescita, come promette il governo, o a maggiore precarietà e conflitto sociale, come temono i sindacati, sarà il mercato – e la piazza – a dirlo nei prossimi mesi.

La scommessa di Milei è appena entrata nella fase decisiva.

Fonte
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