La crisi di Lufthansa si aggrava: i posti a rischio sono 26.000

I piloti accettano il taglio del 45% del salario e chiedono in cambio che la compagnia cerchi di salvare il maggior numero possibile di posti

La crisi di Lufthansa si aggrava: i posti a rischio sono 26.000

Sono almeno 26 mila (corrispondenti a 22 mila full-time) i dipendenti che rischiano di essere licenziati da Lufhtansa. Numeri ben più alti di quelli indicati nelle settimane scorse dalla compagnia tedesca che aveva parlato di 10 mila posti a rischio.

La scorsa settimana Lufthansa aveva annunciato una vasta ristrutturazione, che include il taglio di migliaia di posti di lavoro e la vendita di attività, nel tentativo di rimborsare il salvataggio pubblico da 9 miliardi di euro e far fronte alle perdite dovute alla pandemia di coronavirus.

Nel frattempo il vettore tedesco sta cercando di raggiungere un accordo con i sindacati per far lavorare i dipendenti a tempo parziale. Nel frattempo, i piloti si sono detti disponibili ad accetterare il taglio del 45% dello stipendio, chiedendo in cambio che la compagnia cerchi di salvare il maggior numero possibile di posti.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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