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La Calabria prova a trattenere i suoi talenti con un modello ispirato al Nord Europa. Dal prossimo anno accademico, gli studenti che sceglieranno di iscriversi e restare negli atenei regionali potranno ricevere fino a 1.000 euro al mese.
Il piano nasce da un accordo tra la Regione e tre università: Università della Calabria, Università Magna Graecia di Catanzaro e Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Quanto si guadagna (e come)
Il contributo sarà modulato in base al rendimento accademico.
Chi mantiene una media tra 27 e 27,9 riceverà 500 euro al mese. Si sale a 750 euro con una media tra 28 e 28,9, fino a raggiungere i 1.000 euro mensili per chi supera il 29.
Per le matricole, invece, il parametro iniziale sarà il voto di maturità (almeno 95/100) e il risultato del test d’ingresso.
Merito, non reddito
La vera novità è che non esistono limiti ISEE.
Non si tratta di una classica borsa di studio, ma di un incentivo universale basato esclusivamente sul merito e sulla continuità negli studi. Il sostegno economico sarà inoltre cumulabile con altri aiuti per il diritto allo studio.
Obiettivo: fermare la fuga di cervelli
Il progetto nasce per contrastare uno dei problemi strutturali del Mezzogiorno: la perdita di studenti e competenze.
Negli ultimi anni migliaia di giovani del Sud hanno scelto università del Centro-Nord o all’estero, spesso senza fare ritorno. Un fenomeno aggravato dal calo demografico e dalla crescente competizione tra atenei.
Un modello “alla danese”
L’idea si ispira a politiche già adottate in Paesi come la Danimarca, dove gli studenti ricevono un sostegno economico diretto per favorire l’accesso e la permanenza negli studi universitari.
La Calabria prova ad adattare questo modello in chiave territoriale: non attrarre studenti da fuori, ma trattenere quelli locali.
I numeri dell’operazione
La Regione ha stanziato 15 milioni di euro, provenienti anche da fondi europei.
L’obiettivo è coinvolgere tra 2.500 e 3.000 studenti, accompagnandoli lungo tutto il percorso universitario, dalla laurea triennale fino alla magistrale.
Una scommessa sul futuro
Il reddito di merito punta a trasformare l’università in un motore di sviluppo locale.
La vera sfida sarà capire se l’incentivo economico basterà a invertire il trend o se serviranno politiche più ampie su lavoro, ricerca e innovazione.
Per ora, la Calabria lancia un segnale forte: investire sui giovani non è più solo una scelta sociale, ma una strategia economica.



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