In Giappone si muore ancora di superlavoro

In Giappone si muore ancora di superlavoro

Un rapporto governativo in Giappone esorta le aziende ad adottare misure urgenti per prevenire le morti da sovraccarico di lavoro. Il fenomeno, cosiddetto karoshi, è ancora rilevante nella terza economia al mondo. Lo studio ha certificato 158 morti per malattie o suicidi legati a casi di superlavoro nel 2018 e, sebbene il dato sia ai minimi in 10 anni, rimane un numero ancora elevato.

Tra le fasce di età prese in considerazione, i quarantenni sono il gruppo più rappresentato con 47 morti, seguite dagli individui con più di 50 anni e dalle persone con un’età superiore a 30 anni.

Il settore delle costruzioni ha il numero più alto di vittime: 78 dipendenti morti per emorragia celebrale e scompensi cardiaci, tra il 2010 e il 2015.

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Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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