Petrolio, l’Opec vuole mantenere il prezzo sotto gli 80 dollari al barile ma non sa come fare

Petrolio, l’Opec vuole un prezzo sotto gli 80 dollari ma non sa come fare

Le scorte di petrolio si sono ridotte a 394,1 milioni di barili, il livello più basso dal 2015. Mentre la domanda mondiale sale. E sullo sfondo le sanzioni statunitensi all’Iran che entreranno in vigore il 4 novembre. Un mix che ha fatto lievitare il prezzo del greggio portandolo oltre i 77 dollari al barile – alla fine del 2016 era arrivato a 50 dollari.

Cosa sta accadendo? Da un lato, è in atto la riduzione della produzione globale dovuta soprattutto a Venezuela e Iran, e, dall’altro, il maggiore esportatore di petrolio del mondo, l’Arabia Saudita, è favorito da un alto prezzo del greggio e per questo, probabilmente, non sembra disponibile ad aumentare le proprie esportazioni. Per Donald Trump, che ha invitato via Twitter l’Opec a intervenire, intorno ai 70 dollari può andar bene, quantomeno fino alle elezioni di mid-term negli Stati Uniti in programma a novembre.

Ma le aspettative del presidente Usa sono state deluse. Nell’incontro del 23 settembre in Algeria, l'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec), insieme ad altri produttori come la Russia, ha messo sul tavolo un problema da risolvere, anzi il problema: come compensare l’inevitabile riduzione dell'export iraniano. I produttori Opec sembrano concordare sul fatto che i prezzi del petrolio superiori a 80 dollari al barile sarebbero troppo alti. Ma non c'è intesa su come contenere i prezzi del greggio una volta che le sanzioni statunitensi all’Iran saranno entrate in vigore.

L'Arabia Saudita, leader di fatto dei 14 membri dell'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, e la Russia, che guida altri 11 produttori alleati, hanno ribadito di voler rispettare le quote concordate alla fine del 2016. Ma per attenersi a quei limiti occorrono 500 mila barili al giorno per compensare le crisi iraniana e venezuelana. E occorre riuscirci se si vuole mantenere il prezzo nella fascia 70-80 dollari.

Questo nel breve periodo. Mentre nel lungo la domanda globale toccherà i 112 milioni di barili al giorno entro il 2040, trainata da trasporti e petrolchimici. A guidare la richiesta Cina e India. Il consumo medio di greggio salirà del 2,2% all'anno da qui al 2040. E soprattutto in seguito all’aumento del trasporto su strada. Il numero di veicoli raggiungerà i 2,4 miliardi nel 2040. In uno scenario “normale”, secondo l’Opec, quelli elettrici saranno 320 milioni, che diventeranno 720 in una prospettiva ottimistica.

Quello delle rinnovabili resta un comparto in relativa ascesa: copriranno il 20% della domanda globale di energia entro il 2040. Anche per questo l’Opec continuerà ad essere un player strategico a livello mondiale ancora per lungo tempo. La quota di mercato dell’organizzazione dovrebbe passare dal 34% al 40% nel 2040.

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