Oltre lo scontro politico. La Russia diventa il secondo fornitore di energia degli Usa

La Russia nel 2019 ha notevolmente aumentato le proprie esportazioni di petrolio e prodotti derivati negli Stati Uniti. ll ruolo giocato dalle sanzioni fissate da Washington contro Venezuela e Iran

La Russia diventa il secondo fornitore di energia degli Usa

Da un lato, convincono l’Europa a mantenere le sanzioni e fanno pressioni contro il Nord Stream-2 (il gasdotto russo-tedesco). Dall’altro, incrementano notevolmente l’import dalla Russia. È l’Energy Information Administration del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti a darne notizia: la Russia è diventata il secondo maggior fornitore di petrolio e prodotti petroliferi negli Usa, superando il Messico.

Il picco delle forniture è arrivato a ottobre, quando gli Stati Uniti hanno acquistato 20,9 milioni di barili di petrolio e altri carburanti russi. Il Canada (136,5 milioni di barili) ha mantenuto il primo posto con ampio margine, mentre le consegne da parte del Messico sono ammontate a 17 milioni di barili e dall'Arabia Saudita solo 13,7 milioni di barili.

La Russia ha aumentato le esportazioni di petrolio negli Stati Uniti a causa anche delle sanzioni statunitensi contro Venezuela e Iran. Fino all’estate scorsa, gli Stati Uniti importavano da Caracas su base mensile circa 15-20 milioni di barili di petrolio e circa altri 2 milioni di barili di altri prodotti petroliferi.

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